5 dicembre 2007

SI È CONCLUSO IL PRIMO CONVEGNO SULLE PRODUZIONI AUDIOVISIVE IN LINGUA MINORITARIA.

COMUNICATO STAMPA

SI È CONCLUSO IL PRIMO CONVEGNO SULLE PRODUZIONI AUDIOVISIVE IN LINGUA MINORITARIA.

NASCE A UDINE ATTORNO ALLA FVG FILM COMMISSION IL GRUPPO DI LAVORO CHE FAVORIRÀ LO SCAMBIO DI CONTATTI E LA CIRCOLAZIONE DELLE OPERE EUROPEE IN LINGUA MINORITARIA.

DOCUMENTARI, FILM, ANIMAZIONE CONTRIBUIRANNO A SALVAGUARDARE E PROMUOVERE L’IDENTITÀ DELLE DIFFERENTI CULTURE LOCALI.

Che cosa hanno in comune i sami del nord della Svezia con i bretoni che vivono sull’estremo lembo occidentale della Francia? O i gallesi della moderna Cardiff con i romanci delle montagne svizzere? E gli scozzesi delle highlands con i catalani di Barcellona?
Parlano tutti delle lingue minoritarie che, all’interno delle rispettive regioni di appartenenza, non servono solo alla comunicazione familiare e quotidiana, ma sono anche il segno caratteristico della locale produzione culturale e audiovisiva.
Si tratta certamente di realtà estremamente diverse tra loro: non sono nemmeno in diecimila quelli che parlano il sami, e non più di sessantamila gli scozzesi che usano abitualmente il gaelico (infatti sono due lingue ritenute a rischio di estinzione). Mentre i catalani sono oltre sette milioni, e hanno fatto della loro lingua (vietata dal franchismo per più di trent’anni) la bandiera di uno sviluppo economico e sociale che ha pochi paragoni in Europa. Il romancio, poi, è la quarta lingua ufficiale della Svizzera, mentre molti inglesi si trasferiscono nel Galles (dove la qualità della vita è migliore), e fanno imparare ai figli il gallese, come segno di distinzione sociale e culturale.
Di queste diversità, e soprattutto degli effetti che esse hanno nei film e nei documentari che vengono realizzati in queste regioni d’Europa si è parlato nel “Primo convegno sulla Produzione Audiovisiva in Lingua Minoritaria”, che ha fatto arrivare a Udine delegazioni provenienti dal Regno Unito, dalla Svezia, dalla Spagna, dalla Francia e dalla Svizzera. Due giornate di incontri organizzati dalla Friuli Venezia Giulia Film Commission - Fondo Regionale per l’Audiovisivo, dall’Assessorato alla Cultura del Friuli Venezia Giulia - Servizio Identità Linguistiche, dall’ARLeF – Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, e da RAM – Ricerche Audiovisive e Multimediali.
L’obiettivo dichiarato era quello di promuovere collaborazioni nel campo della produzione e di dare nuove possibilità al mercato audiovisivo in lingua minoritaria. Anche se le differenze fra le realtà regionali sono rilevanti (un film in gaelico è stato selezionato per l’Oscar, e la produzione in lingua gallese - la parlano in seicentomila - occupa a tempo pieno circa trecento persone), il desiderio di tutti, e in particolare dei filmakers friulani, era quello di fare in modo che le loro opere abbiano maggiori occasioni di essere viste da un pubblico più ampio.
I risultati sono andati al di là delle più ottimistiche aspettative: tutti i partecipanti hanno sottoscritto un documento (che è stato chiamato la “Dichiarazione di Udine”) che li impegna a dare vita ad una rete che favorisca lo sviluppo di progetti comuni e soprattutto la diffusione nelle varie regioni delle opere prodotte. Il Fondo Regionale per l’Audiovisivo è stato scelto come coordinatore delle prossime attività, che si concretizzeranno a breve in un’assemblea europea di tutti gli attori della produzione audiovisiva in lingua minoritaria.
NPLD (in italiano - network per la promozione della diversità linguistica) un organismo finanziato dalla Comunità Europea e presente a Udine con il Presidente della Commissione Cultura della Regione Bretagna, Jean-Pierre Thomin, ha invitato il coordinamento appena costituito ad entrare nel network in rappresentanza del mondo della produzione audiovisiva.
“DICHIARAZIONE DI UDINE”
ECCO IL TESTO SOTTOSCRITTO

Nel corso di due giornate (29 e 30 novembre) sette delegazioni regionali europee hanno partecipato a Udine al primo Convegno sulla produzione audiovisiva in lingua minoritaria.
Le differenti delegazioni - friulana, sami, catalana, bretone, gaelica, romancia, gallese – hanno presentato la situazione della propria lingua all’interno dei rispettivi paesaggi audiovisivi regionali.
I produttori, i broadcasters e i rappresentanti dei fondi regionali hanno potuto così condividere le proprie esperienze e conoscere le diverse realtà esistenti.
Numerose idee riguardo a una possibile co-produzione multiregionale e alle possibilità di distribuzione extra-locale sono emerse nel corso dei dibattiti.
Alla fine del Convegno i partecipanti hanno cercato di rispondere alla domanda: “è possibile creare un network di produzioni audiovisive in lingua minoritaria?”

Si è concluso che:

considerando che l’Europa non si farà senza una diversità culturale e, dunque, senza l’incredibile diversità delle sue regioni e delle sue lingue;

considerando che la produzione d’immagini – lungometraggi, cortometraggi, documentari, animazione, prodotti multimediali – è lo strumento più indicato per diffondere, salvaguardare e arricchire questa diversità;

considerando che le opere audiovisive in lingua minoritaria spesso raccontano storie dai tratti unici in grado di esprimere l’identità di differenti culture locali;

considerando che il più delle volte queste produzioni hanno una visibilità circoscritta alla sola regione in cui sono state realizzate;

i partecipanti dichiarano

la volontà di consolidare questa rete creando un gruppo di lavoro, avviato e guidato dai friulani.
L’obiettivo è di strutturare questi scambi, favorendo e promuovendo la circolazione delle opere e dei contatti, e di sviluppare il network anche attraverso un’apertura a possibili nuovi partners.

Con preghiera di pubblicazione e/o diffusione. Grazie.

udine@fvgfilmcommission.com
www.minorityproduction.eu