31 marzo 2009

LIGNANO: METTI IN MOSTRA LE TUE FOTO CON IL PARCO ZOO

Chi possiede una foto scattata nella struttura di Lignano Sabbiadoro dal 1979 ad oggi può diventare protagonista delle iniziative in programma al Parco Zoo per quest’estate.

Il Parco Zoo Punta Verde di Lignano Sabbiadoro ha da poco riaperto i battenti per dare inizio ad una nuova stagione di grandi eventi ed iniziative che coinvolgeranno tutti i visitatori e gli amanti degli animali e della natura. Lo zoo lignanese quest’anno compie trent’anni e proprio per ripercorrere insieme le tappe più significative del lungo percorso che lo ha caratterizzato, la struttura ha in programma di realizzare un book e una mostra fotografica focalizzata sulla storia e i ricordi di chi ha vissuto e visitato il parco in questi anni. Tutti coloro che possiedono qualche foto di una gita trascorsa allo zoo di Lignano possono così entrare nell’album dei ricordi del Parco e partecipare attivamente con Metti in mostra i tuoi ricordi ai festeggiamenti previsti per quest’estate. Le immagini più belle saranno, inoltre, esposte all’interno del Parco Zoo Punta Verde per tutta la durata dei festeggiamenti.
Il Parzo Zoo invita quindi ad inviare le fotografie ricordo scattate al parco fin dal 1979, anno in cui ha avuto inizio l’attività, e nelle quali si possano scorgere animali o scorci della struttura com’era un tempo. Le immagini potranno essere inviate via posta ordinaria o attraverso il sito web del parco, all’indirizzo www.parcozoopuntaverde.it. Qui si potranno trovare, inoltre, tutte le informazioni per partecipare all’iniziativa.

L’amore e il meticoloso rispetto verso la natura e gli animali che ha contraddistinto l’attività di Sergio Rodeano e successivamente della figlia Maria hanno contribuito a fare dell’incantevole oasi faunistica di Lignano una meta imperdibile per tantissimi nonni, genitori e bambini del passato e del presente. “Questa iniziativa – afferma il direttore Maria Rodeano – ha lo scopo di coinvolgere i tanti visitatori del parco di ieri e di oggi, e renderli tutti protagonisti della nostra storia”.

29 marzo 2009

A night in Venice

L'artista pordenonese Paola Meneghin ha recentemente partecipato -unico laboratorio in Friuli- con le sue originali maschere di Carnevale alla Manifestazione "A night in Venice" presso l'ambasciata Italiana in Turchia.

Articolo dal sito turco Hurryiet

Il sito dell'artista

28 marzo 2009

Vicino/lontano partecipa al Festival delle Città Impresa

“Imprese culturali tra qualità e sostenibilità”

Vicino/lontano partecipa al Festival delle Città Impresa


UDINE - “Imprese culturali tra qualità e sostenibilità” è il titolo dell’incontro-dibattito, curato da vicino/lontano, in programma alle 16 di domenica prossima (5 aprile), al Teatro Verdi di Maniago, nell’ambito del Festival delle Città impresa. Giunto alla sua seconda edizione, il Festival coinvolgerà - in una riflessione di respiro internazionale - importanti esponenti della cultura industriale, politica, scientifica e finanziaria, ma anche dell’architettura e dell’urbanistica. Organizzato da nordesteuropa.it e dal Corriere della Sera, si terrà dal 2 al 5 aprile in cinque centri del nordest (Rovereto, Schio, i comuni del Camposampierese, Montebelluna-Asolo e Maniago), capoluoghi di un’area vitale per l’economia italiana ed europea. “Innovare per vincere la crisi” è il tema posto al centro dell'intera manifestazione, che intende mettere in campo “idee” e proporre “strategie”, rivolgendosi esplicitamente a “persone, aziende e territori” interessati. A Maniago, in particolare, si parlerà di qualità dell’impresa e vicino/lontano, l'associazione culturale che fin dallo scorso anno ha avviato un rapporto di collaborazione con nordesteuropa.it, orienterà l’attenzione del pubblico e degli operatori del settore sulla questione del rapporto tra l'irrinunciabile qualità del prodotto culturale e la sua sostenibilità economica, soprattutto, appunto, in tempi di crisi. Ne discuteranno Francesco de Biase - direttore del Settore Arti Visive della città di Torino e della collana “Pubblico, professioni e luoghi della cultura”, edita da FrancoAngeli - e il professor Pier Luigi Sacco - docente di Economia della cultura all’Università IUAV di Venezia e condirettore del master in Arts and culture management alla Trento School of Economics. Introdurrà e modererà il confronto il professor Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano. Il tema è proprio in questi giorni al centro di un dibattito serrato, innescato da un intervento provocatorio di Alessandro Baricco su Repubblica e ripreso in seguito in un pubblico confronto con Eugenio Scalfari e in una vasta inchiesta di venerdì sulle pagine culturali dello stesso quotidiano. “Sotto la lente della crisi economica – aveva scritto Alessandro Baricco – piccole crepe diventano enormi (…) una che si sta spalancando, non sanguinosa ma solenne, è quella che riguarda le sovvenzioni pubbliche alla cultura”. Scarseggiano le risorse e il fiume di denaro finora versato dalle pubbliche amministrazioni per sostenere stagioni teatrali e musicali, mostre e grandi eventi rischia ora di estinguersi. Nei periodi di crisi è forse comprensibile anche se pericolosa consuetudine che i finanziamenti alla cultura vengano ridimensionati, o almeno selezionati con maggiore severità, da parte degli enti pubblici e dei sostenitori privati, divenuti inevitabilmente più prudenti. Basti pensare al Festival della politica che avrebbe dovuto vedere la luce a Bologna e che è stato annullato per l’indisponibilità del principale finanziatore a sostenerne i costi. Tuttavia le statistiche relative all'affluenza del pubblico sono là a dimostrare che, come afferma Giuseppe Laterza - formidabile figura di nuovo imprenditore culturale – “è la stessa crisi che accresce la domanda di festival seri e argomentati", capaci di liberare la cultura dai lacci dell'accademia e delle élites intellettuali e mobilitando decine di migliaia di nuovi fruitori. Di fonte a tale fenomeno, che in Italia ha assunto negli ultimi anni proporzioni sorprendenti, è inevitabile porsi il problema – come fa De Biase nel volume L’arte dello spettatore – se tali modalità di fruizione attuali si concretizzino di fatto in esperienze di reale arricchimento e in una consapevole crescita culturale “di massa”. Se la risposta è sì, diviene sempre più necessario che operatori culturali e istituzioni pubbliche si chiedano se esistano fonti alternative di finanziamento e quali siano i beneficiari da privilegiare. E, ancora, quali siano le strade per continuare a fare e generare cultura cercando di ottenere dei risultati anche in termini di profitto d'impresa e di ritorno economico sul territorio.

Gli spazi lasciati liberi dall'intervento pubblico potrebbero, secondo Baricco, essere tranquillamente gestiti dai privati, creando i presupposti per la realizzazione di vere e proprie imprese culturali. Ma se De Biase lamenta la mancanza di strategie per affrontare tali questioni in modo strutturato, Pier Luigi Sacco prospetta uno scenario più ottimistico, sostenendo che proprio la cultura dovrebbe configurarsi “come attivatore del pensiero e delle sue capacità di produrre nuove prospettive sensoriali e intellettive e, come conseguenza, nuove forme di consumo. In quest’ottica - aggiunge - esattamente come la ricerca di base conduce all’innovazione tecnologica, la cultura si traduce in capacità innovativa per l’intero sistema economico”. D'altra parte è ormai senso comune che "l’innovazione – lo ha ripetuto l’economista Enzo Rullani, che presiede il comitato scientifico del Festival – è oggi un modo per affrontare problemi generali, non solo individuali, non solo di mercato”. La riflessione in ambito culturale avviata nell’incontro di Maniago – assicurano gli organizzatori – proseguirà nel mese di maggio a Udine, durante la quinta edizione di “vicino/lontano”. A Maniago intanto sono attesi anche gli interventi di David B. Audretsch e Richard Florida, di Oliviero Toscani e di Giulio Girello. Per informazioni www.festivaldellecittaimpresa.it e www.vicinolontano.it

26 marzo 2009

I AURS DA MADONE

Sarà un tuffo nelle radici profonde di un Friuli che si è perso per strada cinquant’anni fa, per comprendere meglio la figura della donna e il senso di “comunità”, rivedere – o perché no, scoprire - “come eravamo”, magari riconoscendo un gioiello appartenuto ai nostri nonni. Queste e altre sono le possibilità di approfondimento culturale e spirituale, che offre la mostra “Aura fidelium, fulgor Virginis - I aurs da Madone” (Gli ori dell'Addolorata), che verrà inaugurata sabato 28 marzo nella Chiesa della Madonna, a San Giorgio di Nogaro, e proseguirà fino al 3 maggio.
All'interno del ricco calendario di celebrazioni per il 250° anniversario dell'arrivo a San Giorgio della Madonna Addolorata (una delle poche figure votive “da vestire” rimaste sul nostro territorio), la Parrocchia Arcipretale di San Giorgio Martire e il Comune di San Giorgio di Nogaro, con il sostegno della Regione, della Provincia di Udine, e la collaborazione dell'Associazione culturale “ad Undecimum”, le Pro loco e le Associazioni locali, presentano un percorso prima di tutto culturale, che ripercorre i momenti forti della vita collettiva (guerre, emigrazione, miserie, profuganza) e di quella privata (lutti, dolori, sofferenze ma anche gioia e conforto), attraverso i depositi votivi con cui i sangiorgini vestivano la Madonna: intrecci, croci, orecchini, mezze lune, stelline, cordoni d'oro e spille (cosiddette “pont a pet”). Gioielli poveri e popolari – ritrovati e ora catalogati - che raccontano il ruolo della donna nella simbologia friulana, rappresentando riti di passaggio al fidanzamento e al matrimonio, ma anche “doni dei doni” tramandati di generazione in generazione, offerte materiali per la salvezza spirituale, per ricevere protezione e per sentire un rapporto diretto con la divinità.
Come spiega il prof. Gian Paolo Gri, consulente scientifico della mostra “I aurs da Madone” che si terrà nelle barchesse di Villa Dora, in piazza Plebiscito, e nella chiesa di San Giorgio Martire, “intorno all'immagine dell'Addolorata si addensano storie, memorie, vissuti di sofferenza, gioia e speranza di una lunga sequenza di generazioni sangiorgine. L'origine della devozione sfuma i contorni storici negli aloni della tradizione leggendaria che attribuisce al voto un significato corale di gratitudine per la fine della misteriosa epidemia del 1759, che aveva colpito la piccola comunità di San Giorgio. Da allora ogni venerdì antecedente alla Domenica delle Palme, la comunità rinnova il Voto con una messa solenne e la processione della statua della Madonna da vestire”. Gli “ori”, nel loro significato di oggetti totali, sanno quindi raccontare moltissimo della vita passata e presente, di San Giorgio e di tante comunità del Friuli, poiché sono vere e proprie materializzazioni dei legami, “passando di mano in mano, si caricano di valori, affetti e storie”.


Orario di apertura: dal 29 marzo al 3 maggio
Feriali: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 21.30
Sabato e domenica: dalle 10.00 alle 21.30

25 marzo 2009

TORNA HORTI TERGESTINI

Horti Tergestini è arrivata nel 2009 alla sua quarta edizione. La mostra - che si terrà nel Parco di San Giovanni a Trieste il 18 e 19 aprile - è stata fortemente voluta dagli organizzatori, i quali ritenevano che nel pur ricco panorama italiano ci fosse un "posto vacante" a nord-est. Un fattore altrettanto determinante per la sua riuscita è la bellezza del posto. Horti Tergestini si sviluppa tra il sagrato della chiesa, i portici e le stradine che una volta avevano costituito il centro del "Villaggio del Lavoro", un mini-paese creato per far sentire meno "spaesato" chi doveva vivere in un manicomio, sia pure "il più bello del mondo"...
Pochi luoghi sembrano più adatti, essendo gli spazi articolati in maniera da far stare a proprio agio il piccolo banchetto di piante da amatore e il grande gazebo di arredi per il giardino. Nell'enorme opera di recupero del parco, che ha interessato tanto le parti "a verde" che gli straordinari edifici Liberty, una parola in più merita la collezione di rose che riproporrà il famoso Roseto Fineschi di Cavriglia. E in omaggio a questo "fiore all'occhiello" del parco, l'ospite d'onore sarà Anna Peyron, molto amata da tutti gli appassionati di rose, per i quali il suo vivaio è una meta imprescindibile (www.vivaioannapeyron.com).
Il programma contempla sia pratica che grammatica... Ci saranno lezioni e/o dimostrazioni 'sul campo'. Alle lezioni di compostaggio, di tecniche bonsai e di tinture con erbe naturali, quest'anno si aggiungono lezioni sulla cura e coltivazione delle orchidee.
Anche le conferenze spazieranno tra coltura e cultura. Anna Peyron tratterà l'inserimento nel giardino di due generi straordinari come la rosa e la clematide. Roberto Valenti del Corpo Forestale Regionale (www.robertovalenti.it) affronterà l'attualissimo tema della biodiversità, illustrando la ricchezza dell'habitat carsico. Edoardo Rossi, studioso di fama nazionale e non solo (www.edoardorossibonsai.it) introdurrà in temi di intriganti riflessioni sull'estetica e la filosofia dei giardini giapponesi. Massimiliano Schiozzi, che coniuga la sua attività di grafica editoriale (www.comunicarte.info) con quella di giardiniere appassionato farà un excursus sull'uso delle decorazioni vegetali nell'arte.
Come evento speciale, l'associazione Nadir pro organizzerà una sessione della rassegna "Oh Poetico Parco..." che si concluderà con "Il Concerto Grosso per una Rosa".
Come sempre, saranno presenti i più qualificati espositori di tutt’Italia e dei Paesi vicini e, come sempre, Horti Tergestini è a ingresso gratuito.

13 marzo 2009

PEDRO ALMODOVAR E LA TAZZINA ILLY

Los abrazos rotos, il nuovo film di Pedro Almodóvar – in uscita in prima mondiale il 18 marzo a Madrid - è il soggetto dell’ultima Illy Art Collection, le tazzine d’artista di Illycaffè, ideata dal regista spagnolo e in vendita sul Web. È il volto della protagonista Penélope Cruz a tinte pop wahroliane e icona del film ad avvolgere in una sequenza di fotogrammi la tazza.
L’atteso “Los abrazos rotos” è la storia di Matteo, Lena, Judit e Ernesto Martel, una storia di “amour fou” dominata dalla fatalità, dalla gelosia, dall’abuso di potere, dal tradimento, dal complesso di colpa. Un noir rosso-sangue, la cui immagine più espressiva è la foto di due amanti abbracciati fatta in mille pezzi. Il film è ambientato tra gli anni Novanta e i giorni nostri tra Lanzarote e Madrid con i toni del film noir anni ’50. La pellicola sarà nei cinema spagnoli dal 18 marzo e da maggio in poi nelle sale di tutta Europa.
La tazza singola “Los abrazos rotos”, in edizione numerata e limitata, sarà in vendita dal 13 marzo al prezzo di 49,50 Euro sull’e-shop di www.illy.com. È un’anticipazione della Illy Art Collection Pedro Almodovar, la collezione completa in uscita il prossimo autunno che ripercorrerà sulle sei tazze le tappe della carriera artistica del regista.

12 marzo 2009

La bambina dei fiori di carta




sabato 14 marzo
alle ore 17,00

presso il
CENTRO COMMERCIALE CITTA' FIERA
SALA MULTISEUM
via A. Bardelli 4, Torreano di Martignacco (UD)

Si terrà la presentazione del romanzo di
Sarah Maestri
La bambina dei fiori di carta
Aliberti Editore


I fiori di carta Sarah ha imparato a farli nel reparto oncoematologico di pediatria dell’ospedale San Matteo di Pavia.  Aveva solo tre anni quando le diagnosticarono una grave malattia emolitica. Da quel momento trascorre gran parte della sua infanzia in corsia dove, pur toccando con mano il dolore, di quei giorni vissuti fra i camici bianchi, in balìa di esami, terapie sempre nuove e prognosi mutevoli, Sarah custodisce solo ricordi felici.  La malattia, vista attraverso gli occhi di una bambina, si tinge di poetica leggerezza, perde la sua connotazione drammatica per trasformarsi in un gioco. In queste pagine non c’è traccia di sofferenza, il dolore che costella il passato della protagonista, e che torna prepotente nel suo presente, le insegna ad apprezzare ancora di più il “dono” che le è stato fatto, la vita. I ricordi dei giorni in ospedale si intrecciano con i pensieri di Sarah adulta, che sin da piccola coltivava il sogno di diventare attrice.  Il flusso emotivo, che è la cifra stilistica del romanzo, esplora difficoltà e sfide che  questa ragazza si trova ad affrontare sia sul piano esistenziale, sia professionale.
Gli anni travagliati della gavetta, un lungo percorso scandito da anni di studio, da un’infinità di provini e viaggi continui, oscillano fra successi professionali e umane delusioni. Inguaribile romantica, iperattiva e al contempo dotata di una tempra straordinaria, la “bambina dei fiori di carta” oggi ventinovenne guarda avanti con lo stesso candore di quando faceva iris di cartapesta in ospedale. Senza smettere di sognare.

Sarah Maestri è nata a Luino, in provincia di Varese, nel 1979. L’esordio teatrale risale al 1997 con Puk, tratto da Sogno di una notte di mezza estate, in seguito lavora per il cinema dove debutta con il film I cavalieri che fecero l’impresa (2001) di Pupi Avati, con il quale lavora anche ne Il cuore altrove (2004). Nel 2003 ottiene popolarità con la soap Centovetrine su Canale 5 grazie alla quale, dopo solo sei mesi di messa in onda, vince la Telegrolla d’oro come miglior attrice nel ruolo di Virginia Forti.
Nel 2006 è coprotagonista, nel ruolo di Alice, del film di grande successo Notte prima degli esami di Fausto Brizzi. Alla fine del 2006, sempre con la regia di Fausto Brizzi, gira Notte prima degli esami - Oggi che esce nelle sale il 14 febbraio 2007. Nello stesso anno riceve il Magna Grecia Awards e l’importante riconoscimento «Nuova certezza del cinema italiano» consegnatole al 52esimo Festival del cinema di Montecatini. Sempre nel 2007 ha un ruolo nella fiction in costume per la televisione La freccia nera. Fra un set e l’altro, si dedica al suo primo grande amore, il teatro, recitando in vari spettacoli tra cui nel 2005 Zoo di vetro e nel 2008 Perversioni sessuali a Chicago.
Nel 2008 conduce su Radio2 Non voglio mica la luna.
La Bambina dei fiori di carta sancisce l’esordio letterario del volto acqua e sapone del cinema.



Aliberti editore Srl

CORSO PER CRONISTI SPORTIVI

E' stato prorogato al 17 marzo il termine ultimo per iscriversi al corso "Sport News: Teorie e tecniche del giornalismo sportivo", organizzato dalla Facoltà di Relazioni pubbliche dell'Università di Udine, sede di Gorizia. L'inizio delle lezioni, alle quali daranno il contributo nomi e volti noti della comunicazione sportiva (tra cui Bruno Pizzul, Dan Peterson, Arrigo Sacchi e Italo Cucci), è previsto per aprile. Per informazioni, contattare il coordinatore del Corso, prof. Francesco Pira, tel. 0481 580125 (francesco.pira@uniud.it).

11 marzo 2009

TRIESTE LOVES JAZZ




Auditorium di Casa della Musica di Trieste (via capitelli,3)
13 marzo, 2 e 15 aprile 2009

Trieste loves jazz 2009 anteprima
In attesa del festival estivo, tre appuntamenti di grande livello alla Casa della Musica


In attesa della terza edizione di Trieste loves jazz, festival internazionale organizzato dalla Casa della Musica, in collaborazione con il Comune di Trieste, nell’ambito delle manifestazioni estive di “Serestate”, che si svolgerà dal 17 al 26 luglio 2009 nelle principali piazze della città, l’Auditorium di Casa della Musica ospita tre appuntamenti d’eccellenza: un’anteprima che porta nel capoluogo giuliano tre protagonisti della scena mondiale della musica.


La rassegna d’anteprima si apre venerdì 13 marzo, alle ore 21.00 e vede ospite all’Auditorium di Casa della Musica, il Carl Verheyen Trio (Carl Verheyen alla chitarra, Dave Marotta al basso e Walfredo Reyes alla batteria). Carl Verheyen è un chitarrista californiano di fama mondiale, la cui popolarità è legata al gruppo dei Supertramp. Il suo è oggi un nome di spicco nel repertorio rock, blues e jazz della scena americana. Ha suonato, tra gli altri, con Max Roach, Stanley Clarke, Dave Grusin, Victor Feldman e Ernie Watts; è autore di celeberrime colonne sonore (Il corvo, Strange days) e ha oggi al suo attivo molti cd da solista (l’ultimo, del 2009, è Take one step). A Trieste suona con i suoi musicisti “storici”, Dave Marotta e Walfredo Reyes. Marotta, anch’egli californiano, ha suonato e inciso al fianco di Burt Bacharach, Phil Collins, Manhattan Transfer, David Benoit e molti altri; Walfredo Reyes batterista cubano d’origine si è formato negli USA ed è tra i più eclettici artisti del suo strumento: ha suonato con Santana, Steve Winwood, Jackson Browne, Larry Carlton, Frank Gambale.



Giovedì 2 aprile, ore 21.00, sempre all’Auditorium di Casa della Musica è la volta del Buster Williams Quartet “Something More” (Buster Wiliams al basso, Benne Maupin al sax, George Colligan al pianoforte e Lenny White alla batteria).

Buster Williams è un artista prodigioso, che ha suonato con i “giganti” del jazz (Herbie Hancock, Chet Baker, Miles Davis, Dexter Gordon, Art Blakey e moltissimi altri) e la sua musica non conosce limiti: oltre che solista eccezionale, è protagonista di colonne sonore, jingles, show televisivi; con Herbie Hancock, Tony Williams e Bobby McFerrin ha vinto nel 1980 il Grammy Awards. Bennie Maupin, noto per il suo “atmospheric bass clarinet” in Bitches Brew di Miles Davis, ha registrato molti album che hanno segnato la storia del jazz con lo stesso Davis, Herbie Hancock, McCoy Tyner, Lee Morgan, solo per citarne alcuni. George Colligan è compositore e interprete – ha vinto il concorso Jazzconnect.com – e ha suonato con Cassandra Wilson, Don Byron, Buster Williams e Lonnie Plaxico, sia in concerto che in studio. In tournèe ha suonato con decine di artisti di fama internazionale. Lenny White, uno dei maestri della batteria moderna, anch’egli in Bitches Brew e poi in Return to forever registrato con Chick Corea, è uno dei forerunners of jazz-rock/funk: ha lavorato con Gil Evans, Jaco Pastorius, Stan Getz, Al Di Meola.

L’anteprima si conclude mercoledì 15 aprile, alle ore 18.00: non un concerto, in questo caso, ma un workshop di chitarra per musicisti di ogni genere, che vede come docente, ancora nella stessa location di via Capitelli, Paul Gilbert, accompagnato da Mauro Berardi alla batteria e Alessandro Leonzini al basso (questi ultimi entrambi in forze nello staff di Casa della Musica). Paul Gilbert è oggi considerato tra i migliori chitarristi a livello internazionale e i suoi clinic riempiono le sale di tutto il mondo. Esordiente nel metal con i Racer X, fonda i Mr. Big nel 1988, ammorbidendo il suo sound verso un rock più melodico. La sua esperienza e la sua tecnica sono progressivamente cresciute, come si ascolta nelle sue incisioni (Burning Organ, King of Clubs, Gilbert Hotel, Tribute to Jimi Hendrix) e oggi i suoi corsi sono dei manuali pratici di tecnica per tutti i chitarristi rock e non solo. Il clinic-tour di Gilbert è sostenuto da Ibanez, con il contributo di Mogar Music: una straordinaria possibilità è messa a disposizione, anche nella tappa triestina, da parte di questi due sponsor: un partecipante del corso estratto a sorte potrà vincere in premio una chitarra Ibanez RG420EG-SBK Spider.