30 marzo 2010

LE LINGUE DELLA PICCOLA PATRIA


Lis lenghis de Patrie (Le lingue della Patria). Questo il tema di una mostra che sarà inaugurata venerdì 9 aprile (ore 18) nella chiesa di Sant'Antonio Abate a Udine. Il tema è affascinante e completa la mostra La Patria del Friuli 1077-1797 che si tenne nel 2008. E' affascinante poiché si propone di mostrare le peculiarità storiche del friulano, le sue origini, il plurilinguismo di queste terre, l'unicità di un "laboratorio linguistico" praticamente europeo, dal momento che gli elementi che hanno dato origine alle parlate, ai dialetti, con tutte le loro contaminazioni, provengono dai tre grandi gruppi linguistici d'Europa: il germanico, lo slavo e il latino.
Voluta dall'Assessorato alla cultura della Provincia di Udine, la mostra è stata curata da due noti esperti: Gianfranco Ellero e Giuseppe Bergamini. Ne hanno supportato l'impegno la Regione Friuli Vg e la Fondazione Crup.
Scriveva Pasolini, quando cercava di risvegliare da una sorta di torpore culturale queste contrade con la sua "Academiute": "A vegnarà ben il dì che il Friul si inecuarzarà di vei na storia un passat na tradision!... Fevelà Furlan a vòul disi fevelà Latin" (Verrà finalmente il giorno che il Friuli si accorgerà di avere una storia un passato una tradizione!... Parlare Friulano vuol dire parlare Latino). Questa mostra, che si concluderà il 16 maggio, sta anche a dimostrare che il Friuli, oggi più che mai, deve continuare ad "accorgersi" di avere queste peculiarità da custodire, diffondere, valorizzare.
La mostra si visita gratuitamente con i seguenti orari: 10-12:30 / 16:30-19. Visite guidate gratuite ogni sabato alle 10:30. Lunedì chiuso. Per informazioni: 0432-279440.

26 marzo 2010

“Recupero e valorizzazione delle antiche varietà di melo del Friuli Venezia Giulia”

Un concorso a premi inedito, un’occasione per contribuire ad un importante progetto di sviluppo sostenibile del nostro territorio.

Il Dipartimento di Biologia e Protezione delle Piante dell’Università di Udine insieme al Parco Commerciale Terminal Nord per portare avanti il progetto di recupero e valorizzazione delle antiche varietà di melo del Friuli Venezia Giulia

Domenica 28 marzo dalle 15.00 alle 19.00 nella piazza del Terminal Nord, il Dipartimento di Biologia e Protezione delle Piante - Università di Udine illustrerà il progetto, i suoi obiettivi, le diverse fasi della sua realizzazione. L’iniziativa nasce da un format conosciutissimo, un Concorso a premi come gli altri, apparentemente, ma in realtà una proposta particolare, una buona idea, di quelle che possono portare solo frutti positivi per la comunità e il suo sviluppo.

E parliamo di frutti…non a caso. Infatti, i destinatari di questa buona idea sono i meli, o meglio, le antiche varietà di melo della nostra Regione, patrimonio straordinario da recuperare e valorizzare, perché portatore di valori e tradizioni che fanno parte della cultura di questo territorio.

In Friuli Venezia Giulia l’argomento della tutela e valorizzazione delle antiche varietà di piante da frutto è stato affrontato fin dagli anni ‘8o con la realizzazione del primo campo catalogo di Enemonzo, dove sono stati collezionati genotipi autoctoni di melo, pero e susino. Questo materiale è stato sottoposto a ricerche di vario tipo, nell’ambito di progetti Regionali ed Interreg. L’obiettivo delle sperimentazioni svolte è stato quello di raggiungere un livello di conoscenze tale da poter avviare concretamente nella Regione una frutticoltura montana e pedemontana basata su varietà antiche, adatte anche alla coltivazione in regime biologico, facilmente conservabili e trasformabili.

Un obiettivo che ha a che fare con lo sviluppo sostenibile, con l’agricoltura di qualità amica dell’ambiente e dell’uomo, con l’attenzione verso la natura e i suoi ritmi. 

Di Corone, Mei da Rusìn, Dal Dolc, Striato Dolce, sono le varietà oggetto del progetto, non solo mele, ma “simboli” straordinari di questa terra e della sua cultura.

Come si svolge l’iniziativa: un grande concorso per finanziare l’impegno di tanti ricercatori che operano ogni giorno per recuperare varietà di piante autoctone che contribuiscono a rendere unica la Regione Friuli Venezia Giulia

Per ogni buono acquisto in palio, Terminal Nord devolve infatti una quota (oltre il 10%) al progettoRecupero e valorizzazione delle antiche varietà di melo del Friuli Venezia Giulia” del Dipartimento di Biologia e Protezione delle Piante - Università di Udine in collaborazione con ERSA – Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale - e Comunità Montana della Carnia.

Il classico concorso a premi, quindi, si carica di un significato diverso, diventa occasione per contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio e di conseguenza alla sua qualità e vivibilità. E così una realtà come il Parco Commerciale diventa un soggetto attivo che si impegna a favore della comunità e dà un aiuto concreto ai progetti più significativi e importanti.

Domenica 28 marzo l’appuntamento è quindi presso la postazione gioco del Concorso nella piazza del Terminal Nord per l’incontro con il Dipartimento di Biologia e Protezione delle Piante - Università di Udine, postazione che per l’occasione verrà arricchita da piante di melo, protagoniste dell’importante progetto.

25 marzo 2010

Esce “L’inverno dell’alveare” di Devis Bellucci, (A&B Editrice)


Dopo aver esordito col romanzo “La memoria al di là del mare” (Giraldi Editore), l’autore modenese Devis Bellucci torna in questi giorni in libreria con “L’inverno dell’alveare” (A&B Editrice), una favola suggestiva, scritta con delicatezza e poesia. Le pagine ci raccontano la lotta contro il tempo di una giovane ape, di professione esploratrice, che scopre di non poter superare l’inverno, come tutte le api della sua specie. Incapace di arrendersi ad un simile destino, prospettatole come un dogma, si butta in una disperata quanto comica ricerca volta a comprendere quale sia la natura dell’inverno e come costruire una casa nuova, che l’inverno non porti via. Emblematico l’incontro con la cavalletta, che la mette in guardia nei confronti dell’inverno “dentro”, dell’inverno del cuore, ben più temibile di quello del mondo, che ha sempre una sua primavera. Si tratta di un’opera ricca di metafore, tessuta dall’autore con un linguaggio semplice e allo stesso tempo prezioso. L’inverno stesso viene dipinto come una fase misteriosa, il momento per coltivare in silenzio i propri desideri, per proteggere la vita e guardarla scorrere dove non si vede, per cercare nell’uniformità l’incanto del colore. Nell’insieme è grande inno al valore del confronto con gli altri, coi “diversi”, confronto che in questo caso ha addirittura valore salvifico. In tal senso, si legge: “Qui sorgerà il forte che ci salverà dall’inverno. Ho scoperto che l’alveare non è abbastanza solido per proteggerci. Nessuna di noi conosce l’inverno perché nessuna l’ha mai superato. Tutto quello che so l’ho imparato dagli altri, non dalle api. Per questo, adatteremo le loro scoperte ai nostri bisogni. Per questo, accanto al forte, faremo un monumento agli altri. Se ci salveremo sarà solo merito loro”. 


L’autore

Devis Bellucci è nato a Vignola nel 1977. Ha studiato fisica all’Università di Modena e Reggio Emilia, dove si è laureato e ha conseguito il Dottorato di Ricerca. Viaggiatore on the road, ha partecipato a campi di volontariato in diversi paesi, tra cui l’Albania, l’India e il Brasile. Appassionato di fotografia, ha raccolto i suoi lavori secondo due percorsi, “Il colore della terra – Impressioni di viaggio” e “Il colore delle stelle – Le strade del pensiero” in parte pubblicata on_line. A fine 2007 è uscito “La memoria al di là del mare” (Giraldi Editore), il suo primo romanzo. Attualmente è assegnista di Ricerca presso il Dipartimento d’Ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dove si occupa di biomateriali.

www.devisbellucci.it
autore@devisbellucci.it



Frammenti


«Adesso ascoltami bene, perché sto per spiegarti la nostra specie. Noi siamo le api azzurre dell'albero. Le api della nostra specie si dividono in operaie, nutrici, esploratrici e sentinelle. Tu, piccola mia, sei un'esploratrice. Se tutti fanno la propria parte l'alveare vive, altrimenti l'alveare va in rovina. Questo è il segreto della nostra esistenza e dell’esistenza di tutte le creature del mondo. La vita è molto ordinata. La vita non vola dove crede. È tutto chiaro, piccolina?».
«No» rispose lei abbracciando il suo paracadute.
«Benissimo. Nulla di ciò che deve ripetersi è mai chiaro all’inizio di una storia. La cosa più importante è non perdere tempo. Mentre perdi tempo l'inverno si avvicina».
«E che cosa succede quando arriva l'inverno?» chiese la piccola esploratrice tutta impaurita.
«Non lo so. Noi api non superiamo l’inverno. Per questo dimentica la domanda che mi hai fatto».


«Parlami dell’inverno» disse la piccola esploratrice ad una spiga di grano.
«L’inverno è il tempo dei desideri. In quei giorni io sono ben nascosta. Sono minuscola come il più invisibile dei miei chicchi. Sono solo il desiderio di una spiga. Il papavero è il desiderio di diventare un bel fiore rosso. Migliaia di fili d’erba non sono che la speranza di salire alla luce. Tutto è nascosto perché ogni desiderio prenda la propria forma. C’è quello che vedi e anche di più, solo che è troppo fragile e deve essere protetto. Accade dunque che in autunno terra, cielo e acqua mettono da parte i propri desideri. Accade che in inverno li proteggono perché sopravvivano. Se non si coltivano i desideri, la vita non ritorna. È impossibile superare l’inverno senza proteggere i propri desideri».


«Qui sorgerà il forte che ci salverà dall’inverno» disse Primavera alle api che erano venute ad ascoltarla. «Ho scoperto che l’alveare non è abbastanza solido per proteggerci dall’inverno. L’inverno è complicato. L’inverno è molto pericoloso. Soprattutto, nessuna di noi conosce l’inverno perché nessuna l’hai mai superato. Tutto quello che so dell’inverno l’ho imparato dagli altri, non dalle api. Cercheremo di adattare le scoperte degli altri ai nostri bisogni, poi faremo anche un monumento agli altri, perché se ci salveremo sarà merito loro. Ci sono domande?».
«Come si fa adattare le scoperte degli altri ai nostri bisogni?» chiese un’ape.
«Non lo so. Ci sono altre domande?» rispose Primavera.
«Sei sicura che l’alveare non potrebbe proteggerci dall’inverno?» chiese un’altra ape.
«Non lo so. Forse sì. Forse il forte sarà inutile e faremmo tutti meglio a stare dove già viviamo. Ci sono altre domande?» rispose Primavera.
«Come facciamo a lavorare per il forte e anche per l’alveare?» chiese un’altra ape.
«Non ne ho la minima idea. Altre domande?» rispose Primavera.
Le api si guardarono fra loro. Poi una chiese:
«Da che cosa iniziamo per costruire il forte?»
E la piccola Primavera rispose, tranquilla:
«Dalle domande».

20 marzo 2010

(PN) AL VIA LA DISTRIBUZIONE DEI NUOVI SACCHETTI PER LA DIFFERENZIATA. SARANNO PIU'RESISTENTI E FACILI DA USARE


E' iniziata in questi giorni la distribuzione annuale dei sacchetti per la raccolta degli imballaggi in plastica e di quelli compostabili per la frazione umida organica.

A questa prima trance, che si concluderà a fine aprile, sono interessati i comuni di Arba, Arzene, Morsano al Tagliamento, Sacile, San Giorgio della Richinvelda, San Vito al Tagliamento, San Martino al Tagliamento, Sesto al Reghena e Valvasone. Nei restanti comuni del bacino, la distribuzione verrà effettuata nel secondo semestre dell'anno, in linea con l'usuale programmazione effettuata da Ambiente Servizi.

A ciascuna famiglia saranno consegnati 30 sacchetti per la raccolta degli imballaggi in plastica e, a coloro che aderiscono alla raccolta stradale della frazione organica, 100 sacchetti compostabili. Questi ultimi sono realizzati in Bioplast, materiale a base di fecola di patata, più resistente e di facile utilizzo rispetto a quelli in carta precedentemente consegnati.

La società sanvitese, da sempre attenta a migliorare i propri servizi, ha optato per questo tipo di sacchetti anche sulla base dei suggerimenti e delle proposte dei cittadini serviti.

18 marzo 2010

CIBO E MISTERI SU PNBOX


Quando è nato il tiramisù? Chi ha inventato il baccalà? Che misteri nasconde il Castello di Torre e la sua Bastia? Il prolifico autore di guide gastronomiche Renato Zanolli è il nuovo protagonista del format “Pnbox libri”: durante una cena esclusiva racconterà la storia e le leggende dei piatti tipici della nostra tradizione, che lo chef dei Pnbox Studios preparerà per tutti i partecipanti. Si parte da un antipasto di frico per poi passare ad un’abbinata di pitina e stravecchio fino a gnocchi fatti in casa con la "rassa" e tagliatelle col coniglio, uno stracotto di manzo accompagnato da polenta, per finire con una bella fetta di strudel.
Tutti i partecipanti riceveranno in omaggio al termine della serata, l'ultima guida di Renato Zanolli "Osterie, trattorie e ristoranti tipici". L’appuntamento è per venerdì 19 marzo alle 19.45 presso i Pnbox Studios di via Vittorio Veneto, 23 a Pordenone (località Torre). La serata verrà come sempre videoripresa ed alcuni estratti andranno in onda la settimana seguente su www.pnbox.tv.
Info e prenotazioni: 0434.551.781; prenotazioni@pnboxstudios.tv; www.pnboxstudios.tv

IL “MERCATINO INTERNAZIONALE DELLA BONTA” 2010 A FAVORE DEI BAMBINI DI HAITI



Responsabilità sociale d’impresa: un valore etico, ma anche un valore economico. È questo il messaggio universale che intende veicolare il “Mercatino Internazionale della Bontà - A Scuola di Impresa Etica”, progetto educativo - promosso dal Centro Commerciale Città Fiera di Martignacco di Udine con il sostegno di un prestigioso network di soggetti pubblici e privati, sia italiani che stranieri, a favore di Unicef.

Protagonisti sono, come sempre, i più giovani: a tutti coloro che aderiscono all’iniziativa viene offerta anche quest’anno la possibilità di affittare un piccolo spazio, presso il Centro Commerciale Città Fiera di Torreano di Martignacco (Udine), per mettere in mostra e vendere la propria merce: giochi inutilizzati, libri già letti, fumetti, soprammobili, colori, raccolte di figurine, oppure semplici manufatti artistici come calendari, vasellame, ceramiche, segnaposto, quadri, piccole sculture, creazioni in legno e in pelle, ecc...
In questo modo, bambini e ragazzi hanno la possibilità di vestire per un giorno i panni di “imprenditori etici”: il 30% del ricavato della vendita, infatti, insieme con i 10 euro necessari per affittare il banchetto, viene devoluto a UNICEF al quale lo scorso anno sono stati consegnati 2.630 euro per il progetto "SUDAN - Aiutare i bambini vittime della guerra".
Quest’anno purtroppo un’altra emergenza richiede l’aiuto e il sostegno di tutti: il terremoto di Haiti, con 1,5 milioni di bambini colpiti nelle zone coinvolte dal disastro, tantissimi sopravvissuti ai propri genitori. Oggi l'UNICEF e le altre agenzie umanitarie stanno cercando di dare risposta ai bisogni di un'immensa popolazione rimasta priva di tutto e completamente dipendente dagli aiuti internazionali. Garantire un flusso costante di risorse economiche è essenziale per assicurare ai bambini di Haiti la continuità dell'assistenza e per procedere alla ricostruzione.
Con l’edizione 2010, si vuole quindi ribadire ancora una volta che le leggi dell’economia e del profitto devono correre parallelamente alle leggi dei valori umani, della solidarietà tra popoli, e per favorire l’incontro tra culture diverse in modo semplice ma efficace e coinvolgente: aiutando gli altri insieme.
Anche quest’anno il progetto si arricchisce con il concorso “Ambasciatori Junior”, riflesso della partecipazione di studenti appartenenti a diversi Stati europei. A partire dalle ore 10.45, e nel pomeriggio dalle ore 15.00, tutti i partecipanti saranno chiamati a indossare i panni di “ambasciatori” della propria terra natia, svelandone l’identità e l’ospitalità attraverso balli, canti popolari, proverbi e rappresentazioni teatrali. L’obiettivo è quello di promuovere il valore positivo della diversità, l’incontro, lo scambio e la condivisione tra popoli quale principio fondamentale di civiltà e cardine essenziale dello sviluppo.
Anche le modalità di partecipazione, coniugando il gioco (la vendita della propria “merce”) con gli aspetti educativi/solidali (la donazione di una parte del ricavato a UNICEF) e con l’incontro tra popoli (la presenza ufficiale delle delegazioni straniere), sono pensate per valorizzare “la capacità di fare”, sempre nell’ottica dell’agire etico che richiede comportamenti di sostegno verso i più deboli.
Anche per questa settima edizione, infine, co-promotore è UNICEF che, condividendo i valori espressi, ritorna a essere il destinatario di solidarietà del “Mercatino Internazionale della Bontà”.
Quest’anno il ricavato sarà destinato ai bambini di Haiti, perché – come recita il messaggio di Unicef - dobbiamo continuare a proteggerli, curarli e farli tornare a scuola. Restituiamo ai bambini un paese in cui crescere e un futuro in cui credere.

Ad inaugurare la giornata di festa alle 11.30, oltre al padrone di casa Antonio Maria Bardelli e a Mario Travaglini, presidente del Comitato provinciale per l’Unicef:di Udine saranno presenti :

Adriano Piuzzi, Assessore alle Politiche per la Famiglia, alla Cooperazione sociale, al Volontariato, alle Politiche Sociali e ai Rapporti con le Istituzioni della Provincia di Udine;

Gianna Malisani, Assessore alla Gestione Urbana, Lavori Pubblici ed Edilizia Privata del Comune di Udine;
Marco Zanor, Sindaco del Comune di Martignacco;
Fausto Cosatti, Sindaco del Comune di Pasian di Prato;
Mario Pezzetta, Sindaco del Comune di Tavagnacco;
Marco Vidoni, Assessore all'Istruzione e Cultura; Servizi bibliotecari, museali e manifestazioni popolari del Comune di Tarcento;
Andrea Freschi, Confcommercio Udine;
Diego Simonetti, Confesercenti Regionale del Friuli Venezia Giulia;
Cingerla Alessandro, Cna Udine;
Renata Capria D'Aronco, Club Unesco di Udine.

Segreteria Organizzativa “Mercatino Internazionale della Bontà”
www.mercatinodellabonta.eu 

17 marzo 2010

Cerimonia di premiazione Spilimbergo in Tesi

Sabato 20 marzo ore 11.00
Spilimbergo – Sede Municipale – Palazzo Spilimbergo di Sopra, Piazzetta Tiepolo,1.

Il Comune di Spilimbergo, attraverso la Biblioteca Civica Bernardino Partenio, invita alla
Cerimonia di premiazione Spilimbergo in Tesi
Concorso per tesi di laurea di argomento locale, 3^ edizione.

La commissione giudicante, composta dai docenti universitari Caterina Furlan, Elio Lucchini e Marco Marpillero, ha indicato come vincitrice la Dottoressa ALICE BALDIN con la tesi:
A far seguir la fabbrica delli signori suoi fioli: il palazzo della “magnifica Thadea” nell’ala settentrionale del Castello di Spilimbergo.
L'elaborato, frutto di un’attenta ricerca archivistica, che ha permesso il ritrovamento presso l’Archivio di Stato di Udine dei quaderni di cantiere relativi alla costruzione di Palazzo Tadea, stimolerà l’attenzione del pubblico trasportandolo in dietro nel tempo tra tecnica e vita a palazzo, corredi, tessuti, stucchi ispirati dallo stile veneziano.
Dopo i saluti delle Autorità e la presentazione dell’elaborato a cura della Dottoressa Baldin, Andrea Antonel si esibirà in un florilegio di brani liutistici del cinquecento italiano.

Per ulteriori informazioni sull'iniziativa “Spilimbergo in Tesi”, vai al sito www.bibliotecaspilimbergo.it

9 marzo 2010

“Qualunque cosa succeda” di Umberto Ambrosoli vince il Premio Terzani 2010



La giuria assegna il riconoscimento al figlio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, ucciso nel 1979


La cerimonia di consegna sabato 8 maggio a Udine nel corso della sesta edizione di “Vicino/lontano”.

UDINE – L’avvocato Umberto Ambrosoli è il vincitore del Premio Terzani 2010. 

Lo ha annunciato la giuria del premio - presieduta da Angela Terzani e composta da Giulio Anselmi, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Ettore Mo, Valerio Pellizzari, Peter Popham e Paolo Rumiz – che ha assegnato il riconoscimento all’autore di Qualunque cosa succeda, edito da Sironi (2009). 

“Oltre trenta anni fa – si legge nella motivazione – nella vicenda Sindona c’è stato un protagonista-antagonista solitario e coraggioso, l’avvocato Giorgio Ambrosoli, che ha pagato le sue scelte con una morte violenta. Quella storia personale è ricostruita con tenerezza e insieme fredda investigazione dal figlio Umberto in Qualunque cosa succeda”. 

«E’ mia convinzione – ha dichiarato Angela Terzani rendendo nota la motivazione della giuria – che oggi in Italia abbiamo bisogno di ispirarci a esempi di vita civile, come quella di Giorgio Ambrosoli, che da sudditi quali siamo diventati ci ritrasformino in cittadini».

Secondo la giuria del premio “l’opera letteraria di Umberto Ambrosoli è riuscita a raccontare, attraverso la quotidianità del lavoro del padre, la dedizione solitaria e a volte anonima di uomini che si spendono con generosità. Attraverso il racconto di una delle storie più buie d’Italia, si fa strada il grande valore di quest'opera, ovvero la sensazione che non sia impossibile affrontare le fatiche o gli orrori”.

“Pagina dopo pagina – conclude la motivazione - Qualunque cosa succeda incita a non essere vili, e a non barattare la dignità con la permanenza su una poltrona. Ti accende il desiderio di voler assomigliare a quell’avvocato rigoroso. Ti accende anche la speranza di riuscirci. Non per diventare eroi, ma per essere persone normali”.

Carlo Azeglio Ciampi, che firma la prefazione al libro, nel ’79 era un membro del Direttorio della Banca d’Italia, che aveva designato Ambrosoli quale commissario liquidatore della Banca privata italiana. Da Presidente della Repubblica assegnò, nel 2001, la medaglia al valore civile alla memoria di Giorgio Ambrosoli con questa motivazione: “Commissario liquidatore di un istituto di credito, benché fosse oggetto di pressioni e minacce, assolveva all’incarico affidatogli con inflessibile rigore e costante impegno. Si espose, perciò, a sempre più gravi intimidazioni, tanto da essere barbaramente assassinato prima di poter concludere il suo mandato. Splendido esempio di altissimo senso del dovere e assoluta integrità morale, spinti all’estremo sacrificio”. E nella prefazione a “Qualunque cosa succeda” scrive: “Al di sopra di tutto, c’è, a mio parere, la volontà di Umberto Ambrosoli di testimoniare – con la memoria di una vicenda personale, di una ferita insanabile – l’impegno “militante” per l’affermazione dei valori dell’onestà, dell’assunzione di responsabilità, dell’adempimento del dovere; della necessità di non tradire mai la propria coscienza: «non omnis moriar». 

Il Premio Terzani sarà consegnato ad Ambrosoli a Udine, sabato 8 maggio, da Angela Terzani nel corso dell’edizione 2010 di “Vicino/lontano. Identità e differenze al tempo dei conflitti”, che si svolgerà dal 6 al 9 maggio. La testimonianza di Ambrosoli non potrà che costituire un asse tematico portante nel programma della manifestazione. Quattro giorni di incontri e dibattiti, lezioni e conferenze, proiezioni e spettacoli per tentare di comprendere la complessità del mondo in cui viviamo (www.vicinolontano.it).

La motivazione della Giuria – Testo integrale

Oltre trenta anni fa, nella vicenda Sindona c’è stato un protagonista-antagonista solitario e coraggioso, l’avvocato Giorgio Ambrosoli, che ha pagato le sue scelte con una morte violenta. Quella storia personale è ricostruita con tenerezza e insieme fredda investigazione dal figlio Umberto in “Qualunque cosa succeda”.

A questo libro orgoglioso viene assegnato il premio internazionale Tiziano Terzani 2010.

Per Giorgio Ambrosoli, essere al servizio dello Stato voleva dire perseguire l’interesse generale, sapendo che ad ostacolare il suo lavoro sarebbero scesi in campo interessi trasversali e poteri privati. Non era arso dal sacro fuoco della legalità, che trasforma sempre il dovere in atto eroico; era semplicemente un uomo che svolgeva il suo lavoro con senso di responsabilità.

E’ questo un concetto semplice e normale che ha permesso al mondo di evolversi e di progredire, ma che invece nel nostro paese il tempo ha trasfigurato. L'opera letteraria di Umberto Ambrosoli è riuscita a raccontare, attraverso la quotidianità del lavoro del padre, la dedizione solitaria e a volte anonima di uomini che si spendono con generosità. Attraverso il racconto di una delle storie più buie d’Italia, si fa strada il grande valore di quest’opera, ovvero la sensazione che non sia impossibile affrontare le fatiche o gli orrori.

Pagina dopo pagina, “Qualunque cosa succeda” incita a non essere vili, e a non barattare la dignità con la permanenza su una poltrona. Ti accende il desiderio di voler assomigliare a quell’avvocato rigoroso. Ti accende anche la speranza di riuscirci. Non per diventare eroi, ma per essere persone normali.

Presidente della Giuria - Angela Staude Terzani

Membri della Giuria - Giulio Anselmi, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Ettore Mo, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Paolo Rumiz

L’autore

Umberto Ambrosoli, classe 1971, è avvocato penalista a Milano. È il più giovane dei figli di Giorgio Ambrosoli. Da anni è impegnato a valorizzare e attualizzare la storia del padre. Partecipa a incontri nelle scuole di tutta Italia, a convegni e a iniziative pubbliche ed editoriali.

L’opera 

A trent’anni dall’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, il libro del figlio Umberto ripropone una storia di straordinario impegno civile, ancora attualissima.

Giorgio Ambrosoli fu ucciso a Milano l’11 luglio 1979 da un killer, su mandato del bancarottiere Michele Sindona. Aveva passato gli ultimi cinque anni della sua vita assolvendo a un incarico importante e gravoso: la liquidazione coatta della Banca privata italiana di Sindona, punto di snodo di un intero sistema politico-finanziario corrotto e letale.

L’avvocato Ambrosoli era consapevole dei rischi, della solitudine e delle difficoltà e lo divenne sempre di più. Scriveva alla moglie: “Pagherò a caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese […] qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo”.

Questo libro propone la storia di Ambrosoli da un punto di vista inedito e significativo: lo sguardo del più giovane dei suoi figli, oggi avvocato a sua volta. Sulla base dei ricordi (personali, familiari, di amici e collaboratori), dei documenti e delle agende del padre, delle carte processuali e di alcuni filmati dell’archivio rai, racconta non solo la vita di Ambrosoli nell’Italia di quegli anni, ma anche quella della sua famiglia, prima e dopo la morte del padre.

Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale: “Quanto è accaduto a papà – scrive Ambrosoli – è una storia attuale, in ogni momento, e anche oggi potrebbe ripetersi. Senza la coscienza dei singoli che scelgono di rispettare le norme e con esse la convivenza civile, le leggi da sole non bastano a salvare una società”.


Il Premio letterario internazionale Tiziano Terzani è stato istituito nel 2005 dall’associazione culturale vicino/lontano di Udine, in collaborazione con la famiglia Terzani. Viene assegnato dalla giuria all’autore di un’opera – saggio o reportage – che affronti i temi del confronto, delle relazioni e dei conflitti che si generano nell’incontro di culture differenti o che offra uno spaccato di civiltà in mutamento. Nelle precedenti edizioni è stato attribuito all’etnologo francese François Bizot (Il cancello, Ponte alle Grazie), al giornalista americano Johnatan Randall (Osama, Piemme), alla memoria di Anna Politkovskaja, a Fabrizio Gatti (Bilal, Rizzoli) e, l’anno scorso, al giornalista pachistano Ahmed Rashid (Caos Asia, Feltrinelli). 

Fin dalla prima edizione, il Premio viene consegnato al vincitore a Udine, in occasione della manifestazione “Vicino/lontano. Identità e differenze al tempo dei conflitti”.

Umberto Ambrosoli verrà premiato da Angela Terzani, presidente della giuria, sabato 8 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, nell’ambito di una serata-evento che prevede la partecipazione di illustri ospiti del mondo della cultura, dell’informazione e dello spettacolo. Quest’anno i biglietti della serata saranno disponibili presso l’infopoint della manifestazione, che verrà aperto davanti alla chiesa di San Francesco, sede principale degli appuntamenti di vicino/lontano.

Verranno distribuiti gratuitamente, a partire da venerdì 7 maggio. Gli “Amici di vicino/lontano” in possesso della tessera per il 2010 potranno ritirarli già a partire da giovedì 6 maggio.

Umberto Ambrosoli incontrerà il pubblico di vicino/lontano anche nel pomeriggio di sabato 8 maggio, nella chiesa di San Francesco, in un confronto con il magistrato Gherardo Colombo.

In mattinata, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, nel corso della premiazione del Concorso scuole Tiziano Terzani, Ambrosoli e Colombo incontreranno i ragazzi delle scuole superiori. All’appuntamento sono invitate tutte le scuole superiori della regione. L’associazione vicino/lontano invierà nei prossimi giorni agli istituti il modulo di prenotazione. La partecipazione è estesa anche alle scuole che non hanno aderito al Concorso (per informazioni 0432-201408).

7 marzo 2010

Serata culturale ad Ovaro per l’8 marzo Cantico d’amore

A cura del gruppo di lettura “Il Ponte” e del coro
“Chei di Guart”

Per festeggiare la Festa delle donne, il gruppo di lettura
“Il Ponte” di Ovaro, insieme al coro “Chei di Guart”
diretto dal maestro Johnny Dario, organizza la presentazione
del libro di Eligio Nassivera “Cantico d’amore”.
Con il patrocinio del Comune, lunedì 8 marzo, verrà
proposto un piccolo spettacolo alle ore 20.30, presso il
centro socio-culturale.
Il coro intervallerà la lettura delle liriche di
Nassivera, proposte dagli interpreti de “Il Ponte”, con
alcuni brani musicali sia in italiano che in francese.
Un particolare affetto lega “Chei di Guart” al poeta di
Forni di Sotto. Il maestro Dario, infatti, alcuni mesi fa ha
musicato la sua poesia “Ti regalo il mio canto”.
Eligio Nassivera vive e lavora a Forni di Sotto. Sue liriche
sono state musicate e interpretate anche dal celebre Coro
Polifonico di Ruda.
La serata si svolgerà alla presenza dell’autore e si
concluderà con un rinfresco. L’evento ovarese dell’8
marzo non è rivolto soltanto alle donne, ma a tutti coloro
che desiderano costruire insieme momenti di relazione e di
crescita comune.

2 marzo 2010

Acqua: le ragioni della gestione diretta e autonoma

Assemblea pubblica a Ravascletto, giovedì 4 marzo

Un’iniziativa del Comitato per la tutela delle acque del
bacino montano del Tagliamento


La Questione acqua resta di grande attualità in Carnia,
soprattutto dopo che il parlamento ha impresso
un’ulteriore accelerazione verso la privatizzazione nella
gestione del servizio idrico.
Il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del
Tagliamento, dopo aver invitato tutti i consigli comunali ad
affrontare il problema, proponendo loro uno schema di ordine
del giorno che sostiene le ragioni della «gestione diretta
ed autonoma del servizio di approvvigionamento idrico e del
servizio di fognatura interno ai centri abitati» da parte
dei Comuni montani, ha ripreso ad organizzare assemblee
pubbliche in tutti i paesi della Carnia.
Il prossimo appuntamento è in programma giovedì 4 marzo
a Ravascletto. Alle ore 20, presso il Bar Sport, si
confronteranno con la popolazione della Valcalda il
portavoce del Comitato, Franceschino Barazzutti, il sindaco
di Cercivento, Dario De Alti, e il consigliere regionale,
Enore Picco.
Durante l’assemblea, annota l’invito all’incontro,
«parleremo dell’acqua del rubinetto di casa tua che non
deve finire nelle mani di gestori privati, ma deve restare
in gestione autonoma al Comune».
«Evitare che l’acqua finisca in mani private si
può», sottolinea ovunque il Comitato per la tutela delle
acque del bacino montano del Tagliamento, il quale già da
tempo richiede che la Regione, modifichi la legge 13/2005
(Galli), affidando a consorzi di Comuni solo il servizio di
depurazione e di fognatura esterno ai centri abitati;
attribuendo le funzioni degli Ato all’assessorato
regionale ambiente e lavori pubblici o in subordine alla
Provincia o all’ente comprensoriale montano; e,
soprattutto, preservando la gestione comunale del servizio
idrico, ritenuta la più consona per economicità,
modalità di controllo e partecipazione, immediatezza degli
interventi e aspettative delle comunità di montagna.