9 marzo 2010

“Qualunque cosa succeda” di Umberto Ambrosoli vince il Premio Terzani 2010



La giuria assegna il riconoscimento al figlio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, ucciso nel 1979


La cerimonia di consegna sabato 8 maggio a Udine nel corso della sesta edizione di “Vicino/lontano”.

UDINE – L’avvocato Umberto Ambrosoli è il vincitore del Premio Terzani 2010. 

Lo ha annunciato la giuria del premio - presieduta da Angela Terzani e composta da Giulio Anselmi, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Ettore Mo, Valerio Pellizzari, Peter Popham e Paolo Rumiz – che ha assegnato il riconoscimento all’autore di Qualunque cosa succeda, edito da Sironi (2009). 

“Oltre trenta anni fa – si legge nella motivazione – nella vicenda Sindona c’è stato un protagonista-antagonista solitario e coraggioso, l’avvocato Giorgio Ambrosoli, che ha pagato le sue scelte con una morte violenta. Quella storia personale è ricostruita con tenerezza e insieme fredda investigazione dal figlio Umberto in Qualunque cosa succeda”. 

«E’ mia convinzione – ha dichiarato Angela Terzani rendendo nota la motivazione della giuria – che oggi in Italia abbiamo bisogno di ispirarci a esempi di vita civile, come quella di Giorgio Ambrosoli, che da sudditi quali siamo diventati ci ritrasformino in cittadini».

Secondo la giuria del premio “l’opera letteraria di Umberto Ambrosoli è riuscita a raccontare, attraverso la quotidianità del lavoro del padre, la dedizione solitaria e a volte anonima di uomini che si spendono con generosità. Attraverso il racconto di una delle storie più buie d’Italia, si fa strada il grande valore di quest'opera, ovvero la sensazione che non sia impossibile affrontare le fatiche o gli orrori”.

“Pagina dopo pagina – conclude la motivazione - Qualunque cosa succeda incita a non essere vili, e a non barattare la dignità con la permanenza su una poltrona. Ti accende il desiderio di voler assomigliare a quell’avvocato rigoroso. Ti accende anche la speranza di riuscirci. Non per diventare eroi, ma per essere persone normali”.

Carlo Azeglio Ciampi, che firma la prefazione al libro, nel ’79 era un membro del Direttorio della Banca d’Italia, che aveva designato Ambrosoli quale commissario liquidatore della Banca privata italiana. Da Presidente della Repubblica assegnò, nel 2001, la medaglia al valore civile alla memoria di Giorgio Ambrosoli con questa motivazione: “Commissario liquidatore di un istituto di credito, benché fosse oggetto di pressioni e minacce, assolveva all’incarico affidatogli con inflessibile rigore e costante impegno. Si espose, perciò, a sempre più gravi intimidazioni, tanto da essere barbaramente assassinato prima di poter concludere il suo mandato. Splendido esempio di altissimo senso del dovere e assoluta integrità morale, spinti all’estremo sacrificio”. E nella prefazione a “Qualunque cosa succeda” scrive: “Al di sopra di tutto, c’è, a mio parere, la volontà di Umberto Ambrosoli di testimoniare – con la memoria di una vicenda personale, di una ferita insanabile – l’impegno “militante” per l’affermazione dei valori dell’onestà, dell’assunzione di responsabilità, dell’adempimento del dovere; della necessità di non tradire mai la propria coscienza: «non omnis moriar». 

Il Premio Terzani sarà consegnato ad Ambrosoli a Udine, sabato 8 maggio, da Angela Terzani nel corso dell’edizione 2010 di “Vicino/lontano. Identità e differenze al tempo dei conflitti”, che si svolgerà dal 6 al 9 maggio. La testimonianza di Ambrosoli non potrà che costituire un asse tematico portante nel programma della manifestazione. Quattro giorni di incontri e dibattiti, lezioni e conferenze, proiezioni e spettacoli per tentare di comprendere la complessità del mondo in cui viviamo (www.vicinolontano.it).

La motivazione della Giuria – Testo integrale

Oltre trenta anni fa, nella vicenda Sindona c’è stato un protagonista-antagonista solitario e coraggioso, l’avvocato Giorgio Ambrosoli, che ha pagato le sue scelte con una morte violenta. Quella storia personale è ricostruita con tenerezza e insieme fredda investigazione dal figlio Umberto in “Qualunque cosa succeda”.

A questo libro orgoglioso viene assegnato il premio internazionale Tiziano Terzani 2010.

Per Giorgio Ambrosoli, essere al servizio dello Stato voleva dire perseguire l’interesse generale, sapendo che ad ostacolare il suo lavoro sarebbero scesi in campo interessi trasversali e poteri privati. Non era arso dal sacro fuoco della legalità, che trasforma sempre il dovere in atto eroico; era semplicemente un uomo che svolgeva il suo lavoro con senso di responsabilità.

E’ questo un concetto semplice e normale che ha permesso al mondo di evolversi e di progredire, ma che invece nel nostro paese il tempo ha trasfigurato. L'opera letteraria di Umberto Ambrosoli è riuscita a raccontare, attraverso la quotidianità del lavoro del padre, la dedizione solitaria e a volte anonima di uomini che si spendono con generosità. Attraverso il racconto di una delle storie più buie d’Italia, si fa strada il grande valore di quest’opera, ovvero la sensazione che non sia impossibile affrontare le fatiche o gli orrori.

Pagina dopo pagina, “Qualunque cosa succeda” incita a non essere vili, e a non barattare la dignità con la permanenza su una poltrona. Ti accende il desiderio di voler assomigliare a quell’avvocato rigoroso. Ti accende anche la speranza di riuscirci. Non per diventare eroi, ma per essere persone normali.

Presidente della Giuria - Angela Staude Terzani

Membri della Giuria - Giulio Anselmi, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Ettore Mo, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Paolo Rumiz

L’autore

Umberto Ambrosoli, classe 1971, è avvocato penalista a Milano. È il più giovane dei figli di Giorgio Ambrosoli. Da anni è impegnato a valorizzare e attualizzare la storia del padre. Partecipa a incontri nelle scuole di tutta Italia, a convegni e a iniziative pubbliche ed editoriali.

L’opera 

A trent’anni dall’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, il libro del figlio Umberto ripropone una storia di straordinario impegno civile, ancora attualissima.

Giorgio Ambrosoli fu ucciso a Milano l’11 luglio 1979 da un killer, su mandato del bancarottiere Michele Sindona. Aveva passato gli ultimi cinque anni della sua vita assolvendo a un incarico importante e gravoso: la liquidazione coatta della Banca privata italiana di Sindona, punto di snodo di un intero sistema politico-finanziario corrotto e letale.

L’avvocato Ambrosoli era consapevole dei rischi, della solitudine e delle difficoltà e lo divenne sempre di più. Scriveva alla moglie: “Pagherò a caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese […] qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo”.

Questo libro propone la storia di Ambrosoli da un punto di vista inedito e significativo: lo sguardo del più giovane dei suoi figli, oggi avvocato a sua volta. Sulla base dei ricordi (personali, familiari, di amici e collaboratori), dei documenti e delle agende del padre, delle carte processuali e di alcuni filmati dell’archivio rai, racconta non solo la vita di Ambrosoli nell’Italia di quegli anni, ma anche quella della sua famiglia, prima e dopo la morte del padre.

Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale: “Quanto è accaduto a papà – scrive Ambrosoli – è una storia attuale, in ogni momento, e anche oggi potrebbe ripetersi. Senza la coscienza dei singoli che scelgono di rispettare le norme e con esse la convivenza civile, le leggi da sole non bastano a salvare una società”.


Il Premio letterario internazionale Tiziano Terzani è stato istituito nel 2005 dall’associazione culturale vicino/lontano di Udine, in collaborazione con la famiglia Terzani. Viene assegnato dalla giuria all’autore di un’opera – saggio o reportage – che affronti i temi del confronto, delle relazioni e dei conflitti che si generano nell’incontro di culture differenti o che offra uno spaccato di civiltà in mutamento. Nelle precedenti edizioni è stato attribuito all’etnologo francese François Bizot (Il cancello, Ponte alle Grazie), al giornalista americano Johnatan Randall (Osama, Piemme), alla memoria di Anna Politkovskaja, a Fabrizio Gatti (Bilal, Rizzoli) e, l’anno scorso, al giornalista pachistano Ahmed Rashid (Caos Asia, Feltrinelli). 

Fin dalla prima edizione, il Premio viene consegnato al vincitore a Udine, in occasione della manifestazione “Vicino/lontano. Identità e differenze al tempo dei conflitti”.

Umberto Ambrosoli verrà premiato da Angela Terzani, presidente della giuria, sabato 8 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, nell’ambito di una serata-evento che prevede la partecipazione di illustri ospiti del mondo della cultura, dell’informazione e dello spettacolo. Quest’anno i biglietti della serata saranno disponibili presso l’infopoint della manifestazione, che verrà aperto davanti alla chiesa di San Francesco, sede principale degli appuntamenti di vicino/lontano.

Verranno distribuiti gratuitamente, a partire da venerdì 7 maggio. Gli “Amici di vicino/lontano” in possesso della tessera per il 2010 potranno ritirarli già a partire da giovedì 6 maggio.

Umberto Ambrosoli incontrerà il pubblico di vicino/lontano anche nel pomeriggio di sabato 8 maggio, nella chiesa di San Francesco, in un confronto con il magistrato Gherardo Colombo.

In mattinata, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, nel corso della premiazione del Concorso scuole Tiziano Terzani, Ambrosoli e Colombo incontreranno i ragazzi delle scuole superiori. All’appuntamento sono invitate tutte le scuole superiori della regione. L’associazione vicino/lontano invierà nei prossimi giorni agli istituti il modulo di prenotazione. La partecipazione è estesa anche alle scuole che non hanno aderito al Concorso (per informazioni 0432-201408).

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