1 aprile 2010

Gian Antonio Stella e Gualtiero Bertelli alla sesta edizione di vicino/lontano


Al Teatro Nuovo Giovanni da Udine “Negri, froci, giudei & Co.” uno spettacolo di impegno civile contro tutti i razzismi


UDINE - Una combinazione di monologo e musica, fotografie e filmati: uno spettacolo di impegno civile - ispirato all’ultimo libro di Gian Antonio Stella “Negri, froci, giudei & Co. L’eterna guerra contro l’altro” - anticiperà, il prossimo 5 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, l’apertura ufficiale della sesta edizione di vicino/lontano, che si svolgerà a Udine dal 6 al 9 maggio. Protagonisti Gualtiero Bertelli, uno fra i più noti cantautori italiani, e lo stesso Gian Antonio Stella, inviato ed editorialista del Corriere della Sera, che da qualche anno, insieme a Bertelli, costruisce, interpreta e porta in giro per l'Italia spettacoli sui temi dell’emigrazione, del razzismo e della xenofobia, rivelando un sorprendente talento attoriale.

Dal terrore dei barbari alle pulizie etniche tra africani, dalle guerre comunali italiane al peso delle religioni, fino alle piccole storie ignobili dei nostri giorni, Stella ricostruisce un ricchissimo e inquietante quadro d’insieme, di ieri e di oggi, del rapporto fra “noi” e gli “altri”: l’inondazione di odio in internet, i cori negli stadi contro i giocatori neri, il risveglio del demone antisemita, le spedizioni squadristiche contro gli omosessuali, i rimpianti di troppi politici per “i metodi di Hitler”, le avanzate in tutta Europa dei partiti xenofobi, le milizie in divisa para-nazista, i pestaggi di disabili, le rivolte veneziane contro gli “zingari” anche se sono veneziani da secoli e fanno di cognome Pavan, gli omicidi di clochard, gli inni immondi alla purezza del sangue…

“Come a volte capita nella storia – spiega Gian Antonio Stella - proprio negli anni in cui entrava alla Casa Bianca il primo nero è rifiorita la pianta maledetta del razzismo, della xenofobia, del disprezzo verso l’altro che pareva rinsecchita nella scia del senso di colpa collettivo per il colonialismo, per le leggi Jim Crow negli Stati Uniti, per l’apartheid in Sudafrica e soprattutto per l’Olocausto. Perché la storia documenta una cosa inequivocabile: l’idea dell’‘altro’ non è affatto assoluta, definitiva, eterna. Al contrario, dipende da un mucchio di cose diverse ed è del tutto relativa. Temporanea. Provvisoria”.

Sul palcoscenico, accanto a Bertelli e Stella voce narrante ci saranno i musicisti della Compagnia delle Acque, fondata nel 2002 dallo stesso Bertelli: Paolo Favorido, al pianoforte e all’armonium indiano, Domenico Santaniello al contrabbasso, Rachele Colombo alle percussioni e Maurizio Camardi ai sassofoni e al flauto. Bertelli sarà accompagnato come sempre dalla fedele fisarmonica e dalle voci di Giuseppina Casarin e Rachele Colombo.

«Al centro del mondo, dicono certi vecchi di Rialto – così Stella apre libro e spettacolo - ghe semo noialtri: i venessiani de Venessia. Al de là del ponte de la Libertà, che porta in terraferma, ghe xè i campagnoli, che i dise de esser venessiani e de parlar venessian, ma no i xè venessiani: i xè campagnoli. Al de là dei campagnoli ghe xè i foresti».

“Questa idea di essere al centro del mondo – spiega Stella – in realtà, l’abbiamo dentro tutti. Da sempre. Il guaio è quando questa prospettiva in qualche modo naturale si traduce in una pretesa di egemonia. Di superiorità. Di eccellenza razziale. Quando pretende di scegliersi i vicini. O di distribuire patenti di «purezza» etnica”.

Le cronache dei giornali riportano episodi sempre più gravi e frequenti di razzismo, xenofobia, omofobia: “E’ lo spurgo – scrive Stella - di una società in crisi. Che ha paura di tutto e nel calderone delle sue insicurezze mette insieme tutto: la crisi eco­nomica, i marocchini, i licenziamenti, gli scippi, i banchieri ebrei, i campi rom, gli stupri, le nuove povertà, i negri, i pidocchi e la tubercolosi che «era sparita prima che arrivassero tutti quegli extra comunitari»”.

Stella e Bertelli (artista pubblicato dall’etichetta Nota) hanno avviato il loro sodalizio con un precedente libro di Stella “L’Orda. Quando gli albanesi eravamo noi”, dedicato all’avventura umana dei nostri nonni emigranti e alla xenofobia antitaliana. Hanno poi portato in scena molti altri spettacoli, tra cui «Il maestro magro» sull’Italia povera ma serena degli anni ’50 e «I banditi della libertà» sulla Resistenza. Partiti senza attrezzature e senza sponsor, con tanta buona volontà e risultati – come loro stessi ricordano – a volte scoraggianti, al loro attivo hanno oggi oltre cinquecento serate in giro per le piazze e i teatri di tutta Italia, dalla valle dei Templi di Agrigento al Festival della Letteratura di Mantova, dal Teatro Dal Verme di Milano al Salone del Libro di Torino. Ma anche a Parigi, Berlino, Caracas, Toronto, Montreal, Los Angeles, Washington, Chicago e New York.

“Negri , froci, giudei & Co.” - una produzione Gershwin Spettacoli - è stato presentato con successo in anteprima nazionale a Bolzano, in gennaio, e viene ora riproposto a Udine, per la prima volta al pubblico di un grande teatro.

Si realizza grazie al sostegno di Ilcam, che da alcuni anni affianca le iniziative di vicino/lontano. I biglietti saranno in distribuzione presso la biglietteria del Teatro a partire da lunedì 12 aprile (dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19), al prezzo di cortesia di 2 euro. L’ingresso è invece gratuito per studenti e dottorandi, anche in mobilità internazionale, dell’Università di Udine, per “Diritto allo svago/Erdisu Udine”.

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