6 giugno 2011

IL CIBO A "ETICAMENTE"

Dopo i due appuntamenti dedicati agli studenti, sarà Serge Latouche, l’economista e filosofo francese, padre della Decrescita Felice, ad inaugurare – lunedì 6 giugno alle 21 al Teatro Russolo di Portogruaro - gli incontri della nona edizione di Eticamente, le giornate nazionali per un futuro sostenibile, un’economia di giustizia e per i diritti dei popoli quest’anno dedicate al “Profumo del pane”. Dopo cinque anni Latouche torna ad Eticamente per approfondire un aspetto particolare della sua analisi dei nostri attuali modelli di sviluppo legati esclusivamente all’aumento del pil e ad una crescita continua di produzione, commerci: il cibo. La produzione e la distribuzione dei cibi segue infatti logiche industriali, basati su monocolture estensive ed esportazioni “folli”, laddove certi paesi importano altrove gli stessi prodotti da loro coltivati, ma esportati a loro volta a paesi terzi. Come se ciò non bastasse stiamo assistendo ad un’entrata a gamba tesa in agricoltura della finanza che vede la terra e il cibo che su essa verrà prodotto un mero bene finanziario sul quale puntare sempre più, causando speculazioni disastrose per le popolazioni più povere. Anche il cibo, purtroppo, viene considerato una merce e segue le logiche “illogiche” del mercato e dell’economia “occidentale”. Come funzionano questi fenomeni, quali sono i danni sociali, politici e ambientali che provocano? E quali modelli si potrebbero (o meglio ancora dovrebbero) seguire in alternativa e opposizione? A queste e altre domande risponderà Serge Latouche in una conversazione condotta da Stefano Liberti, giornalista del Manifesto vincitore nel 2010 del prestigioso premio Indro Montanelli e autore del primo reportage al mondo sul dilagante fenomeno del “land grabbing”, fenomeno (per il quale l’Italia è in prima linea) che vede la corsa all’accaparramento di terre in paesi stranieri, che vanno a minare la sovranità alimentare dei popoli autoctoni e che spesso sono destinate alla produzione di biocarburante. L’ingresso è libero

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