20 agosto 2011

LA CANZONE ITALIANA... ALLA CARTA

Alle 11 nel Convento di San Francesco di Pordenone l’Estate in Città apre la domenica con un concerto aperitivo in collaborazione con il Conservatorio di Udine proponendo la poetica di Fryderyk Chopin, musicista dalla vita breve e travagliata. Nei brani prescelti (lo Studio op. 25 n. 7 di tenera cantabilità violoncellistica, e la Fantasia-Improvviso op.66 dalle esili e sfuggenti trame) prevale la tonalità di do diesis minore che spesso ha ispirato Chopin nelle sue più alte creazioni. La stessa tonalità ha ispirato l'elegiaca liricità del primo capolavoro del pianista russo Alexander Skryabin (1872-1915), lo Studio op. 2 n. 1. Sul versante pianistico spicca anche la Danzas Criollas Suite del più grande compositore argentino del Novecento, Alberto Ginastera (1916-1983), che fu insegnante di Astor Piazzolla. La celeberrima e amata Sonate per clarinetto e pianoforte di Francis Poulenc (1899-1963), fu scritta nel 1962 quale nostalgico ricordo dell'amico musicista Arthur Honegger da poco scomparso. Apre il concerto La belle excentrique di Satie interpretata a quattro mani ad Andrè Gallo e Stefania Fassetta. Tra gli altri interpreti vi sono Elisa Venturini al pianoforte, Martina Morello al clarinetto e Giorgia Franceschin al pianoforte. Margherita Gruden, raro talento pianistico, oltre ad essere la concertista più giovane ha di recente vinto il primo premio nella categoria E al Concorso "Isola del Sole" di Grado (GO). Ingresso libero.
Sarà un menù rigorosamente acustico quello servito dai Camerieri Italiani, domenica 21 agosto alle 21 nel Convento di San Francesco per l’Estate in Città. L’originale e simpatico ensamble di musicisti pordenonesi di recentissima formazione si propone di rileggere in chiave acustica i classici della canzone italiana dagli anni '50 fino ad oggi. L’obiettivo di questo nuovo progetto musicale, ideato in occasione dei festeggiamenti per il 150° anno dall'Unità d'Italia, è quello di riarrangiare i brani di grandi cantautori italiani in chiave moderna e di contaminazione tra generi musicali. Un vero e proprio viaggio musicale nel tempo per scoprire o riscoprire in modo nuovo la musica leggera italiana. E così che al “ristorante Italia” allestito sul palco dai Camerieri Italiani le canzoni di Battisti, Endrigo, Gaber, De Andrè, De Gregori, Capossela, Conte, Branduardi, Battiato, Concato, Tenco, Guccini sono proposte in una veste del tutto inedita, combinando sonorità provenienti da generi musicali anche molto diversi tra loro: dal blues al jazz allo swing, passando per flamenco e bossa nova, fino ad arrivare ai territori del rock e al pop d'autore. L'intreccio tra differenti espressioni musicali è evidente già all'interno della formazione base del progetto, composta da: un chitarrista blues (Manuele Boraso), un chitarrista di flamenco (Enrico Maria Milanesi), un cantante rock (Giorgio Dell'Agnese), un percussionista di musica etnica (Deni Vian), un bassista swing (Alberto Busacca). L'intento é quello di valorizzare la purezza del suono acustico e, nel contempo, svincolarsi dalla formazione “standard” del gruppo musicale (che prevede, di norma, batteria – basso –chitarra/e – tastiera – voce), inserendo per la sezione ritmica strumenti inconsueti quali il basso acustico e le percussioni in luogo della più tradizionale soluzione batteria-basso elettrico. I Camerieri Italiani inoltre sono aperti ad altri musicisti, ospiti live durante i concerti, che in questo caso sono il pianista, compositore e arrangiatore pordenonese Bruno Cesselli, Alessandro Turchet (contrabbasso) e il Trio Apolide, formato da Luca Grizzo (percussioni), Roberto “Drumo” Vignandel (batteria-percussioni) e Cesare Coletti (chitarre).

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