16 agosto 2011

L'AUTOSTRADA CHE HA UNITO L'ITALIA

Anche questo ferragosto torna, immancabile, la polemica sulla Salerno – Reggio Calabria, simbolo italico delle infrastrutture mai completate. E sorge, spontaneo, l’accostamento con il “miracolo” di cinquant’anni fa: quando, nell’Italia del “boom”, in pochi anni una striscia d’asfalto lunga 755 chilometri collega per la prima volta Nord e Sud, Milano e Napoli. E’ l’Autostrada del Sole: e a raccontare le vicende che ne portarono alla costruzione, è Francesco Pinto, autore di “La strada dritta. Il romanzo dell’Autostrada del Sole” (Mondadori). L’autore presenterà il suo libro il prossimo mercoledì 16 agosto 2011, ospite di Una Montagna di Libri, la rassegna di incontri con l’Autore di Cortina d’Ampezzo. Come sempre alla Sala Cultura del Palazzo delle Poste, alle 18.
Già direttore di Raitre, giornalista e saggista, Francesco Pinto è con “La strada dritta” al suo primo romanzo. “Lo devo – racconta – a un suggerimento di Roberto Saviano e ai miei genitori che, quando ero ancora un bambino, mi portarono a visitare, come se fosse il Colosseo, il tratto Napoli – Roma dell’Autostrada del Sole appena aperto”.
Il Libro. Il 27 maggio del 1956, il giorno in cui su uno sterrato di poche centinaia di metri viene dato inizio ai lavori, non c’è nulla: non un progetto definitivo, non le tecnologie, non le competenze professionali, non i soldi necessari. C’è una sola cosa: il coraggio di alcuni uomini, capaci di immaginare una via di comunicazione che unisca il Paese.
Il 4 ottobre del 1964 una striscia di asfalto lunga 755 chilometri collega Milano con Napoli, il Nord con il Sud, la nebbia con il sole. Durante quegli otto anni un vero e proprio esercito di tecnici, manovali, ingegneri, architetti, dirigenti, progettisti, capocantieri ha combattuto, nell’alto dei viadotti e nel buio delle gallerie, nel fango degli inverni e nell’afa delle estati, nell’acqua dei fiumi e nei terreni ostili delle montagne, per mantenere la promessa della sua costruzione. Questo romanzo racconta la storia di quell’esercito e della sua strada.

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