26 agosto 2011

QUATTRORUOTE: L’ACI CI PERDE CON IL PRA

L’Articolo 1 dello statuto definisce l’Automobile Club d’Italia come ente pubblico non economico senza scopo di lucro che rappresenta e tutela gli interessi generali dell’automobilismo italiano, del quale promuove e favorisce lo sviluppo. Eppure di fronte ai continui aumenti inflitti sugli automobilisti - accise sui carburanti, sovrattasse di possesso, assicurazioni e Ipt – l’Aci rimane silente. Un silenzio che continua da anni e che suscita ancora una volta il sospetto che l’ente non alzi mai la voce nei confronti delle decisioni politiche perché proprio dalle attività affidategli dallo Stato deriva gran parte dei suoi guadagni. Peccato che come rivela Quattroruote, queste attività non siano proprio un affare.
Il mensile di Editoriale Domus pubblica infatti nel numero di settembre un’analisi del bilancio 2010 dal quale emerge una perdita complessiva di 34 milioni di euro. Pochi sanno che la gestione del Pubblico Registro Automobilistico costa all’Aci un passivo di 14 milioni di euro. Il Pra, al quale i veicoli debbono essere iscritti sulla base di un decreto del 1927 ma che costituisce un doppione degli elenchi già tenuti dalla Motorizzazione civile, costa del resto all’Aci 150 milioni di euro l’anno solo per il personale, cui si aggiungono 33,4 milioni per il sistema informativo e 16,9 milioni di affitti. Cifre che non sono certo compensate dagli oltre 9 milioni di euro che l’Aci incassa per la fornitura delle informazioni contenute nel Pra ad altri soggetti, soprattutto enti locali che se ne servono per identificare i proprietari dei veicoli cui inoltrare le multe. Per questo l’Aci ha già chiesto al Parlamento, il 14 aprile scorso, un aumento delle tariffe pagate dai cittadini per la gestione delle pratiche relative al Pra.

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